Lucrezia Miani

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo….La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso”- (“Into the wild”)

 

Lasciare tutto senza sapere quando ma sopratutto se sarei ritornata in Italia. Avevo solo 19 anni e senza guardare in faccia nessuno, ho fatto il biglietto e sono partita per la Nuova Zelanda. Partivo per un progetto importante: capire cosa fare dopo avere ultimato l’ultimo anno del liceo classico europeo di Udine. 

Fin da piccola sono sempre stata appassionata di moda e sapevo che, terminate le scuole superiori, avrei lavorato in quel settore. Finalmente, dopo 4 mesi di ricerche, avevo trovato un’azienda e quindi un team disposto ad insegnarmi e ad indirizzarmi in un settore che non avevo mai studiato, l’unica condizione: trasferirsi in Nuova Zelanda. E’ stata proprio grazie a quell’azienda che ho conosciuto la grafica e le sue diverse applicazioni nel settore della moda. Da lì a poco ho scoperto anche un altro mondo: quello della grafica e dell’animazione nel settore del cinema. Dopo un anno avevo raggiunto quell’esperienza, anche se breve, che in diversi settori non avevo ma soprattutto avevo raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissata. 

“Perché sei tornata? Avevi un lavoro e per di più  nel settore che ti interessava, in un paese che offre opportunità a tutti, soprattutto ai giovani e che ti permette di vivere bene, degli amici..” – ecco quello che tutti mi chiedono sempre. Ancora una volta ho scelto di uscire dalla mia zona di confort e l’anno dopo mi sono iscritta al scorso di graphic design dell’Accademia di Belle Arti di Udine. 

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